Khashoggi: morto durante interrogatorio a scopo di rapimento

Il fascicolo del giornalista, dissidente, ma anche uomo di potere, Jamal Khashoggi così complesso ed articolato in forza ad un intreccio geopolitico di tipo accademico, si integra di nuovi documenti.

Due fonti certe affermano che il Saudita sarebbe morto durante un “interrogatorio andato male” in quanto il target delle Forze di sicurezza sarebbe stato quello di un rapimento.

Le predette dichiarazioni wahabite risultano quindi esser smentite dagli stessi diplomatici i quali volevano il giornalista esser uscito autonomamente dalla sede consolare, non fornendo tuttavia riscontro alcuno circa il video preposto alla sorveglianza della struttura; in tale circostanza, si ricorda inoltre, che anche la fidanzata Hatice Cengiz (in attesa innanzi all’ingresso) non confermava l’uscita del proprio compagno.

Sede diplomatica saudita a Istanbul

Tale scomparsa, datata 2 ottobre, ha quindi conseguentemente generato il noto collasso diplomatico anche e soprattutto in vista della “Davos saudita” prevista per il prossimo 23/25 Ottobre e che vorrebbe la rinuncia da parte di molti Governi alla partecipazione del forum stesso, ammesse e ritenute anche le dichiarazioni della Polizia turca la quale affermerebbe di avere la disponibilità di prove audio-video riferibili all’evento in parola.

Il Presidente Donald Trump, quindi, successivamente ad una telefonata con re Salman avvenuta Lunedì mattina, propinava un Killer slegato dalle dinamiche formalmente attribuibile alla corte, coordinando  ed auspicando oltremodo un incontro tra il monarca stesso ed il Sottosegretario di Stato Mike Pompeo.

Ad ora, pertanto, si ricercherebbero gli esecutori “dell’interrogatorio andato male”,  i quali sarebbe ritenuti i soli responsabili.

Sarà così,  oppure gli esecutori saranno usati come capri espiatori al fine di dirimere interessi superiori ?

di Mike Sierra 03

 

 

 

 

 

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