La Pulizia Saudita in Terra Turca

Il giornalista e dissidente Khashoggi non è più uscito da quella sede diplomatica in cui si era recato per ritirare alcuni documenti per il suo matrimonio.

Ucciso e  smembrato…almeno questo si dice.

Ad oggi, non vi sono avute dichiarazione da parte della rappresentanza wahabita la quale avrebbe il dovere, quanto meno protocollare, di riferire almeno come mai un uomo è entrato a Palazzo e non è più uscito.

I sicari, pertanto, 15 compreso un medico addetto al sezionamento,  avrebbero eliminato il giornalista, sezionandolo e mettendolo in alcune valigie diplomatiche con lo scopo di smaltire i resti del cadavere o presso l’abitazione del console o durante il viaggio del rientro aereo (in entrambi i casi le operazioni sono coperte dalle convenzioni diplomatiche).

Se tutto questo fosse confermato l’operazione sul suolo “turco” da parte di un Servizio di Sicurezza straniero (Saudita) porterà certamente a differenti scenari geopolitici, ammesso e ritenuto del complicatissimo giogo di alleanze e contro alleanze strategiche in campo.

Il Principe ereditario saudita Mohammed bin Salman in questi ultimi anni ha speso molto tempo, ma soprattutto denaro, per propagandare una differente immagine del proprio Regno, immagine, che volutamente voleva e vuole rompere com un passato ortodosso e radicale sempre meno al passo coi tempi. L’appoggio americano, in tal senso, è stato totale: ricordiamo che gli Stati Uniti sono il principale sponsor di armamenti della Dinastia Saud, così come i principali  lasciapassare per i Governi alleati ed europei.

È stato grazie a questo placet, infatti, che i Sauditi sono riusciti ad entrare e negoziare coi Governi più influenti del pianeta come per esempio Unione Europea, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Germania.

Anche l’amministrazione Trump è in certo e totale imbarazzo in quanto il Regno, come detto, è il principale alleato, dopo Israele, del Vicino Oriente, ma, a differenza di quest’ultimo, possiede enormi potenzialità in termini economici e d’influenza religiosa.

Cosa non da poco.

Se risultasse vero, inoltre, che gli americani avrebbero anche intercettato antecedentemente le comunicazioni relative all’operazione in parola, senza proferir parola alcuna,  allora la questione potrebbe risultare drammatica sebbene esplicante il rapporto USA-Arabia Saudita: avremmo, in tale caso,  l’impossibilità da parte degli Stati Uniti di muoversi per un qualche motivo di natura “superiore”.

La gravità degli interessi geopolitici , infatti, supererebbero una siffatta operazione militare.

L’Europa tace.

Tace in quanto tali giochi, cosí come per il caso “Assad”, vanno oltre la propria politica ed attribuzioni concesse dai Grandi del Pianeta: USA e URSS

Il pericolo è quello che tali atti diventino “la norma” in luogo delle più elementari convenzioni e d’interessi, le quali, a questo punto, sarebbero sott’ordinate al noto atteggiamento machiavellico e gesuitico “il fine giustifica i mezzi“.

Vedremo.

Update.

di Mike Sierra 03

 

 

 

 

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