Libia: Il placet USA c’è, ma a quale costo ?

La conferenza di Palermo, prevista per il prossimo 12 e 13 novembre in Sicilia, è alle porte e vedrà l’esecutivo italiano impegnato nel far proprio del fascicolo “Libia” in luogo della controparte francese.

È confermata la partecipazione di tutti gli attori libici ed alleati NATO, così come la rappresentanza AFRICOM, interpretante la volontà americana, o meglio le disposizioni della Presidenza trumpiana.

Il Presidente del Consiglio Conte, ad oggi, ha fatto l’impossibile: è riuscito ad organizzare il tavolo in parola ed ha mediato, quale notaio di un contratto di Governo giallo/blu, tra la parte russa e quella a stelle e strisce, non prima di aver nulla ostato l’incontro tra l’AD di ENI Descalzi ed il Presidente del Governo libico di unità nazionale Serraj.

Il placet USA c’è, ma a quale costo ?

Gli States –  in cambio dell’autonoma gestione italiana del caso Libia, del via libera al gasdotto pugliese/russo (TAP), e della non interferenza con l’importante e strategico alleato francese – si aspettano una contropartita che schematicamente possiamo così tradurre:

  1. definizione nell’acquisto degli aerei F – 35;                                                                                                       
  2. mantenimento del  MUOS (Mobile User Objective System), il sistema di comunicazioni satellitare ad alta frequenza gestito direttamente dal Dipartimento di Stato nei pressi di Niscemi in Sicilia e che il M5S avrebbe voluto smantellare;
  3. Silenzio e contestuale affiancamento della strategia americana sul caso Iran, appoggiando le decisioni anche in sede europea relative all’embargo contro il Paese sciita.

 

Con queste contropartite l’amministrazione americana darebbe quindi il via libera all’esecutivo italiano.

È apprezzato inoltre lo smarcamento tricolore da Bruxelles, così come è  consentita la palese ed oggettiva volontà del Governo del bel paese nel voler mantenere parimenti rapporti con USA e URSS.

Lo scenario confusionario europeista fa solamente comodo alla amministrazione americana che, anche se disposta nel trovare una eventuale soluzione economica per l’Italia (eventuali acquisito di titoli di stato), vorrebbe rimanere punto di riferimento strategico in luogo del nuovo asse tedesco-francese-inglese che tenderebbe nel volersi aprire un varco di natura economica con l’Iran stesso e sotto l’egida UE.

Le elezioni di midterm americane ad oggi hanno confermato, nonostante la solita propaganda contraria e non, la presenza e portata trumpniana che, come anzi detto, lascia l’Italia quale responsabile della politica  del settore nord africano,  anche se in competizione con la controparte francese.

Conte, pertanto, ha avuto il benestare e l’Intelligence italiana, seppur malcombinata, sta lavorando nonostante tutto…vedremo.

di Mike Sierra 03

 

 

 

One comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.