L’inefficienza dell’Intelligence italiana all’indomani del fascicolo Libia

L’esecutivo, nella persona del Prof. Conte – in nome e per conto del deus ex machina  Salvini – sta per definire con tutti gli annessi strategici del caso il dossier “Libia”.

Il Premier sta tentando infatti di far da mediatore tra gli interessi dei 5Stelle, apparentati agli Stati Uniti d’America per via della forte filiera universitaria dell’ex DC Prof. Scotti, e quelli della Lega, apparentati a quelli Russi.

In questo caso, ovvero per il “fascicolo Libia”,  rinveniamo come al solito il parziale disinteresse americano e russo,  i quali lascerebbero autonomamente trattare la storica pratica all’Italia stessa anche per non scontentare i francesi.

L’andirivieni in Russia del Presidente del Consiglio dopo, e del suo Vice milanese prima, serve appunto per trovare dapprima un consenso per una via d’uscita all’impasse UE/Troika,  ma anche per avere un appoggio all’unico interesse di Stato permesso all’Italia, ovvero l’affare libico.

 

La “Conferenza per La Libia”, prevista per il prossimo 12-13 Novembre a Sciacca (PA) ed organizzata “in fretta e furia” dallo stesso Presidente del Consiglio in risposta alla parimenti di Parigi del 26 maggio scorso,  è in itinere: in tal caso il Generale libico Haftar, così come gli altri attori africani, ha promesso la sua partecipazione con l’auspicio di un leale e costruttivo confronto.

Questi, per l’appunto, valuterà l’offerta italiana in rapporto di quella francese ed avrà come presupposto di scambio il fascicolo “energetico-petrolifero”, l’immigrazione di confine e il controllo del territorio a Sud della Libia, attualmente in mano ai Jihadisti di Al-Qaeda ed ISIS.

Gli inviti per il tavolo siciliano sono quindi stati estesi anche ad americani, russi, tedeschi e francesi che assicurano una presenza di elevato profilo. Vedremo.

L’esecutivo italiano, pertanto, sta cercando molto timidamente di inserirsi in quel contesto geopolitico blindato dalle potenze che contano, innanzitutto per cercare di “aiutarsi” in terra italiana in termini non propagandistici, quindi per riuscire a riappropriarsi della strategica terra libica che vuole contrapposti prima di tutto gli interessi energetici Eni e Total (ma non solo).

I maldisposti servizi segreti italiani stanno quindi tendando “alla bene meglio” di coordinare il fascicolo, nonostante gli attriti con l’Autorità delegata all’Intelligence soprattutto in materia di nomine e riconferme.

Allo stato attuale i vertici delle Agenzie per la Sicurezza della Repubblica non possono esser sostituiti in quanto sono gli unici ad avere il background “fiduciario” necessario per coordinare il vertice in parola, ma  il volere dell’esecutivo è quello di cambiare gli stessi in quanto strettamente legati alla vecchia partitocrazia renziana. Vertici, come sappiamo, strettamente legati alla struttura tutta e che mal si adatta alle nuove convenienze di questo esecutivo così tanto in the middle tra Trump e Putin. In questo caso il Governo Gentiloni, in nome e per conto questa volta di Renzi,  fece molto, strutturandosi a più non posso. E questo, oggi, risulta esser un enorme problema.

Inoltre,  i “forzati” pensionamenti ed i relativi tagli non hanno certamente aiutato la Struttura nell’adempiere il proprio dovere, così come e soprattutto lo stress da riconferma dell’attuale direttivo in comando.

L’esperienza africana d’intelligence, pertanto, così tanto costruita e costituita nelle “filiere informative” risulta esser inefficiente a causa delle lotte (di potere) intestine alle Agenzie e questo potrebbe portare, per quanto riguarda il caso Haftar/Seeraj,  ad una debacle nella politica estera in favore della controparte francese.

Oramai è tardi, il vertice libico è alle porte ed andava organizzato per riuscire a salvare l’impossibile, cioè lo storico interesse strategico nazionale in alternativa a quello transalpino.

Le nomine apicali, così come la ristrutturazione dei Dipartimenti stessi, andavano fatte illo tempore ed in luogo alle poltrone, anche ” a costo di averli contro“…

…Povera Italia.

di Mike Sierra 03 

 

 

 

 

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