Operazione Intelligence Saudita. Obbiettivo: Squartare

di Mike Sierra 03

Nessuna conferma e smentita, ovviamente.

Un commando di 15 operatori dei Servizi Segreti Wahabiti (Regno dell’Arabia Saudita) sarebbe stato incaricato dai vertici della monarchia assoluta al fine di eliminare e far sparire il giornalista e dissidente Jamal Khashoggi.

Jamal Khashoggi

I fatti, ovvero le prove, sono state date impasto alla pubblica opinione che, forse incalzata dallo stesso ambiente dei servizi segreti, ha volutamente propagandato il delitto in parola:

Un areo privato, provenite dalla Arabia Saudita, atterra a Istanbul con 9 persone a bordo; dette persone si recano presso un Hotel a Istanbul ove pernottano per tre notti, quindi raggiungono il 2 Ottobre 2018 la rappresentanza diplomatica del Regno.

Rappresentanza Saudita ad Istanbul (Turchia)

Il giornalista Jamal Khashoggi, lo stesso giorno, si reca al consolato saudita per ritirare i documenti inerenti il matrimonio con la propria moglie Hatice, la quale aspetta il marito all’esterno della stessa struttura non prima di averle detto: “Se non esco, avverti le Autorità”;

In tale circostanza, ovvero 1 ora e 54 minuti successivi all’ingresso del giornalista, due veicoli di color nero lasciano la medesima sede diplomatica, recandosi alla residenza del Console e facendo, pertanto, intendere alla Polizia turca di aver “terminato un lavoro” anche poiché il dissidente non è mai stato ripreso dalle video camere di servizio uscire dalla predetto stabile.

Alle successive ore 18.20 e 22.46 due aerei privati decollano da Istanbul in direzione Riad e Dubai.

Secondo fonti investigative parrebbe che il dissidente americano, colpevole di aver più volte pubblicamente criticato il Principe ereditario saudita Mohammed bin Salmansia stato fatto a pezzi da due sicari all’interno della stessa sede diplomatica, quindi fatto sparire all’interno di una valigia portata fuori poco dopo dagli stessi esecutori.

Fonti americane affermano di esser riuscite ad intercettare personale saudita durante l’organizzazione del macabro delitto, tuttavia di non essere riuscite ad impedirlo (Motivi di opportunità ?)

Il muro imposto dall’Autorità wahabita non ha permesso al Governo di Ankara di ispezionare il centro diplomatico ed il contestuale intervento del Sottosegretario di Stato USA  Mike Pompeo, promosso direttamente al potentissimo Principe Mohammed, non ha prodotto risultato alcuno.

Le procedure info-investigative, attualmente, sono solamente sponsorizzate dai media, specialmente americane, che tentano di dar e far luce ad un delitto dagli intrecci particolarissimi: una dimostrazione di forza  al massimo livello. L’intreccio, inoltre, non consente quella libertà di movimento tipica degli apparati investigativi sia per le tutele di rappresentanza che per le protocollari convenienze.

La fidanzata Hadice, infine, ha pubblicamente chiesto al Presidente Donald Trump un immediato e deciso intervento,  che, tuttavia, visto l’imbarazzo con l’alleato d’affari wahabita poco può fare.

Si attendono sviluppi di un intrigo internazionale dal contorno di False Flag.

 

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