Parlamento: stallo totale


Un lavoro costante, “giorno e notte”, per evitare la procedura di infrazione contro l’Italia. È un Pierre Moscovici fiducioso quello che parla all’emittente francese Rtl: “Stiamo lavorando intensamente nell’ambito di un dialogo costruttivo per fare in modo che l’Italia, che può condurre le politiche che vuole, non sta a me discutere la legittimità delle sue politiche, lo faccia nel rispetto delle regole”.

La Francia “sarà l’unico paese a superare il 3% di deficit nel 2019”, ma “non ci saranno sanzioni”, perché “in Francia c’è un’emergenza sociale, misure eccezionali, su un anno e con uno sforamento temporaneo. E le regole lo consentono. Quanto all’Italia, si tratta di una politica di rilancio su 3 anni” ha spiegato il commissario europeo agli Affari economici.

A Roma si lavora pancia a terra per trovare la quadra, in particolare sulle coperture per assicurare il 2,04% di deficit/Pil. Per i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulle misure chiave non ci sono margini di trattativa.

A ribadirlo ancora è il capo politico dei 5 Stelle: “Smentisco qualsiasi ipotesi di taglio alle misure come quota 100 o il reddito di cittadinanza” afferma Di Maio a “I Lunatici”, su Radiodue. “Come sono partite, così arrivano. Siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. Quando ci sediamo al tavolo io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra” assicura il ministro. E fonti di Palazzo Chigi assicurano che non ci sarà nessuno slittamento delle pensioni di cittadinanza, come si legge su alcuni organi di stampa.

“Noi abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere gli impegni presi con gli italiani su lavoro, le scuole, gli ospedali, la sicurezza e adesso ci aspettiamo altrettanto buon senso da parte di Bruxelles” dice invece Matteo Salvini al Gr1. “Contiamo entro la fine dell’anno, a costo di lavorare anche a Natale e a Capodanno, di offrire agli italiani l’inizio di un percorso che smantelli la legge Fornero, che tolga le tasse alle partite Iva”.

Lavori in standby, le opposizioni minacciano di occupare l’aula. Tutte le opposizioni chiedono l’intervento del ministro dell’economia Giovanni Tria nell’ambito dei lavori sulla manovra. E’ quanto è emerso al termine della Capigruppo della Commissione Bilancio del Senato. L’obiettivo è sapere “a che punto sia la trattativa” con l’Europa, “facciamo tutti il tifo per il nostro paese, ma è indispensabile che il ministro venga”, ha spiegato Antonio Misiani al termine della riunione. Intanto la seduta della commissione è slittata alle 12.30 in attesa che il ministro Tria confermi o meno la sua presenza.

“Abbiamo ampiamente superato il livello di guardia sulla legge di bilancio. L’incapacità di questa maggioranza ci ha trascinati in piena emergenza democratica. Chiediamo che il presidente Conte venga subito in Aula a spiegare le ragioni di questo intollerabile ritardo. Se Conte ignorerà ancora una volta il Senato, siamo pronti a mettere in pratica la più estrema delle proteste: occuperemo l’Aula. È un appello che rivolgiamo anche agli altri gruppi di opposizione”. Lo dichiara il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

By Huffington Post

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