Perché l’attacco israeliano in Siria ?

di Mike Sierra 03

Oggi 18 Settembre 2018 i media di tutto il mondo hanno riportato la notizia di un aereo russo scomparso dai radar in Siria, nel mentre quattro aerei di Tel-Aviv (Israele) –  F -16 – attaccavano obbiettivi a Latakia (Siria).

Latakia (Siria)

Perché questo attacco ?

In estrema sintesi, qualche settimana fa una delegazione governativa americana  si è recata a Damasco insieme a Brett McGuire, “Responsible of Syria and Jordan”, al fine di concertare con esponenti del Governo siriano alcune strategie ad indirizzo politico – militare – economico.

In merito, la delegazione USA ingiungeva, al fine di poter permettere il riscatto e la riacquisizione da parte della Siria di tre città  – Raqqa, Idlib, e Deyr Zour –  di voler e poter lasciare gestire i pozzi petroliferi presenti nell’area direttamente da alcuni cartelli USA.

Queste pretese, unitamente alla richiesta del ritiro truppe “hezbollah ed iraniane, sono state giudicate, da parte del Governo siriano, inaccettabili anche perché non direttamente moderate e comunque accettate dalla parte russa.

In merito alla contestuale propaganda – azione necessaria occidentale al fine di destabilizzare il Governo siriano – , inoltre, le organizzazioni terroristiche riferibili ad Al Qaeda di Idlib, come Al-Nusra, al fine di supportare il progetto alleato e dicotomico rispetto a quello siriano-russo, hanno per esempio autorizzato alcune emittenti televisive inglesi ed americane (CNN e Sky English) ad entrare in Idlib per poter  pubblicamente propalare contro il Governo di Assad.

Ma ciò, evidentemente, non è stato giudicato sufficiente, in quanto la forza politico-militare putiniana andava oltre.

Assad e Putin

Indi per cui l’attacco, a scopo intimidatorio, è dovuto al fatto che le pretese USA, ma anche le parimenti  francesi,  non sono state accettate da parte del Governo di Damasco e Mosca.

Nel merito, a conferma di questa tesi, il Ministro della Difesa russo ha dichiarato che l’alleato israeliano (da parte USA) non ha voluto notiziare per tempo il proprio intervento, non lasciando pertanto spazio all’aereo russo “scomparso” di poter “lasciare la zona in sicurezza”; anzi, continua l’esponente della Difesa russa, il nostro aereo è servito come copertura radar per arrivare all’obbiettivo, precisando, infine, che questa azione avrà una ferma e decisa risposta.

La tensione sale.

Siria e Russia sono sempre più vicini nel concludere la propria battaglia, in luogo degli interessi geopolitici occidentali oramai spodestati…insomma…

La diplomazia ha quindi lasciato il posto all’azione militare ? Vedremo.

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