Quando il Ministro Minniti non sapeva…o faceva finta di non sapere…

Come non ricordare quegli incontri ?

Era il Febbraio 2018, Roma.

Durante la compagna elettorale politica del 2018, infatti,  il Sig. Ministro Minniti visitava  la “Grande Moschea” di Roma, dichiarando bene: « L’islam è compatibile con la Costituzione ».

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Minniti nella Grande Moschea di Roma, Febbraio 2018

Incontri, meditati, cercati e finemente pianificati  per un fine propagandistico elettorale (ex Prima Repubblica)  e volti nella certa consapevolezza di voler attrarre imbarazzanti voti e una Comunità, oggi dimenticata e gettata nel dimenticatoio.

A tal uopo al Ministro Minniti, forse ricreduto,  bisognava far sapere che gli ordinamenti giuridici possono essere “originari” e “derivati”, “generali” e “particolari” oppure “statici” e “dinamci”, ovvero caratterizzati dalla tradizione Romanico-Germanica, socialista, del Common Law …oppure d’ispirazione islamica.

Il sistema d’ispirazione islamica, a cui si riferiva il Sig. Ministro, è certamente l’ordinamento che per eccellenza è direttamente ispirato a Dio, anzi, direttamente costituito da Dio, in quanto norma e regola la vita di qualsivoglia individualità ed organizzazione.

Era doveroso ricordare al Sig. Ministro, oggi ricreduto ed “imparato” visto l’assoluto disinteresse alla materia,  che le “fonti del diritto islamico” sono quattro, ovvero e per importanza: il Corano, la Sunna, l’Igma ed il Qiya che definiscono la Shari’a (Strada), anche se si devono necessariamente prendere solamente le prime due fonti in quanto divinamente prodotte o ispirate.

Si doveva oltremodo specificare al Sig. Ministro Minniti, oggi alienato per competenza, che nelle Sure coraniche si evincono inoltre numerosi riferimenti giuridici e non, come le norme del diritto penale, commerciale, famigliare, sulla testimonianza, furto, rapina…ma anche, a titolo esemplificativo, sul “come consumare i cibi e bevande”.

La Shari’a, il fiqh nella scienza giurisprudenziale, è pertanto e per definizione la somma dei doveri del genere umano imposti da Dio e racchiude, per logica conseguenza, ogni prospettiva della sfera pubblica e privata dell’individuo, andando pertanto a definire ogni aspetto sia della persona che della società.

Ed è proprio per questo che in quella parte di Mondo – ora per allora –  Cittadino e Fedele si sovrappongono.

Cittadino e Fedele, lì, sono indistinguibili.

A sostegno di tale visione si può, ad esempio, ricordare l’Articolo 1 della “Legge Fondamentale della “Arabia Saudita”, basata sulla interpretazione salafita della Sharia: “Il Regno dell’Arabia Saudita è uno Stato islamico arabo sovrano. La sua religione sarà l’Islam e la sua costituzione sarà il Libro di Dio e la Sunnah (Tradizioni) del Suo Messaggero, che le benedizioni e la pace di Dio siano su di lui (pace su di lui). La sua lingua sarà l’arabo e la sua capitale sarà la città di Riyadh.”

Il Sistema-Stato islamico –  ad esempio il citato saudita così tanto osannato dal Vaticano anche in forza all’invito (Comunione e Liberazione, Rimini 2018) esteso a un suo alto rappresentante (sceicco Mohammed Bin Abdul Karim Al-Issa) – si estende pertanto ad ogni atto umano, da quello individuale e interiore a quello esteriore, ed è pertanto evidentemente direttamente sott’ordinato alla Legge di Dio, chiamato anche il Legislatore, in certa e totale antitesi coi basilari principi costituzionali occidentali.

Semplice, cristallino.

Empiricamente: Legge Fondamentale (Costituzione) è uguale a Corano e Sunnah, ovvero Shari’a: ma questo il Ministro non lo sapeva, o faceva finta di non sapere.

La domanda da porsi, dopo questa elementare ed incompleta disamina, è: « Ma un sistema d’ispirazione islamica, che disciplina la sfera pubblica e privata dell’individuo, predeterminandone anche la struttura, era per il Sig.  Ministro compatibile coi nostri valori o lo era solamente per esigenze elettorali ?

Oggi, ammesso e ritenuto il mancato interesse alle vicessitudini delle Comunità islamiche  islamiche, abbiamo l’indubitabile risposta: era per esigenze elettorali.

Mike sierra 03

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